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Dai salari al valore aggiunto: come cambia la produttività delle imprese di Modugno

  • Edil Team supera 2,9 milioni di euro di ricavi pro-capite, record assoluto nel campione
  • Antares registra il costo del lavoro più elevato: oltre 88 mila euro per addetto
  • Servizi e Soluzioni guida il valore aggiunto pro-capite con oltre 421 mila euro per dipendente.

 

 

L’analisi economica delle imprese di Modugno nel 2024 consente di osservare in modo dettagliato la struttura produttiva di uno dei principali poli economici dell’area metropolitana di Bari. Attraverso l’utilizzo di indicatori come salari per dipendente, ricavi pro-capite, costo del lavoro, rendimento dei dipendenti e valore aggiunto pro-capite, emerge un sistema imprenditoriale estremamente eterogeneo, nel quale convivono grandi gruppi industriali, imprese commerciali, società di servizi avanzati e piccole realtà locali. L’obiettivo dell’analisi non è soltanto descrivere le differenze dimensionali tra le aziende, ma comprendere come ciascuna impresa trasformi lavoro, capitale e organizzazione in produttività economica. I dati mostrano infatti che fatturato, salari e valore aggiunto non coincidono necessariamente e che le imprese più efficienti non sono sempre quelle più grandi. L’insieme degli indicatori consente quindi di ricostruire una mappa economica articolata del territorio di Modugno, evidenziando punti di forza, differenze settoriali e modelli produttivi differenti.

 

 


 

 

Nel campione di 666 aziende localizzate a Modugno, il rapporto tra salari e stipendi e numero dei dipendenti nel 2024 rappresenta un indicatore fondamentale per comprendere la struttura economica e occupazionale del territorio. Tale rapporto, espresso in migliaia di euro per dipendente, consente di valutare quanto ogni impresa destina mediamente al lavoro dipendente, correggendo il dato salariale complessivo per la dimensione aziendale.

Nel 2024 il valore medio semplice del rapporto salari e stipendi per dipendente è pari a 24,26 mila euro, arrotondabile a 24,3 mila euro. La mediana è invece pari a 24,0 mila euro. Questo significa che metà delle imprese considerate presenta un valore inferiore o uguale a 24 mila euro per dipendente, mentre l’altra metà registra valori superiori. La vicinanza tra media e mediana indica che il valore centrale del sistema produttivo locale si colloca intorno ai 24 mila euro per addetto.

Accanto alla media semplice, è utile considerare anche il valore ponderato complessivo. Il totale dei salari e stipendi delle imprese considerate è pari a circa 486,5 milioni di euro, mentre il numero complessivo dei dipendenti è pari a 17.378 unità. Dividendo il monte salari totale per il numero totale dei dipendenti si ottiene un valore medio ponderato di circa 28,0 mila euro per dipendente. Questo dato è più alto della media semplice e segnala che le imprese più grandi tendono ad avere livelli salariali medi superiori rispetto a molte micro e piccole imprese.

La distribuzione dei valori è molto ampia. Il valore minimo si colloca intorno a 1,1 mila euro per dipendente, mentre il massimo raggiunge circa 105 mila euro per dipendente. Gli estremi devono però essere interpretati con cautela, soprattutto nelle imprese con uno o pochi dipendenti, dove il rapporto può essere influenzato da contratti parziali, lavoro svolto solo per una parte dell’anno, presenza di figure altamente qualificate o particolarità contabili.

Tra le aziende con i valori più elevati emergono Group Immobiliare Schino, con circa 105 mila euro per dipendente, Antares, con circa 68 mila euro, Difast, con circa 61 mila euro, Trading Truck, con circa 61 mila euro, e Puglia Sviluppo, con circa 59 mila euro. Questi dati possono indicare una maggiore intensità salariale, la presenza di personale qualificato oppure strutture aziendali con pochi dipendenti ma con livelli retributivi più elevati.

Particolarmente rilevanti sono le grandi imprese industriali e manifatturiere. Tecnologie Diesel S.p.A. presenta salari e stipendi per circa 55,1 milioni di euro e 1.496 dipendenti, con un rapporto di circa 37 mila euro per dipendente. Magna PT S.p.A. registra circa 34,1 milioni di euro di salari e 894 dipendenti, con circa 38 mila euro per addetto. Bridgestone Italia Manufacturing S.p.A. presenta circa 30,6 milioni di euro di salari e 886 dipendenti, con un valore intorno a 35 mila euro per dipendente. Queste imprese confermano il ruolo di Modugno come area produttiva significativa, caratterizzata da una presenza industriale strutturata.

Diverso è il caso di La Lucente S.p.A., che risulta tra le principali imprese per numero di dipendenti, con 2.141 addetti, e salari per circa 31,9 milioni di euro. Il rapporto salari e stipendi per dipendente è però pari a circa 15 mila euro, inferiore rispetto alle grandi imprese manifatturiere. Questo dato suggerisce una composizione occupazionale più orientata ai servizi labour intensive, dove il numero degli addetti è elevato ma il costo medio unitario del lavoro è più contenuto.

Anche Molko S.r.l., con 628 dipendenti e circa 10,1 milioni di euro di salari, presenta un rapporto pari a circa 16 mila euro per dipendente. Al contrario, Centro Studi Componenti per Veicoli S.p.A. mostra un rapporto molto più elevato, pari a circa 52 mila euro per dipendente, con 327 dipendenti e oltre 17 milioni di euro di salari. Questo segnala una maggiore intensità salariale e probabilmente una più alta qualificazione media del capitale umano impiegato.

Osservando le classi dimensionali, emerge una tendenza abbastanza chiara: le imprese più piccole hanno mediamente valori inferiori, mentre il rapporto cresce al crescere della dimensione aziendale. Le imprese con 2-5 dipendenti hanno una media di circa 20,3 mila euro; quelle con 6-10 dipendenti salgono a circa 24,4 mila euro; quelle con 11-20 dipendenti arrivano a circa 27,6 mila euro; le imprese con oltre 50 dipendenti raggiungono circa 30,4 mila euro per addetto.

Il rapporto salari e stipendi per dipendente deve essere letto insieme ad altri indicatori, come ricavi pro capite, valore aggiunto pro capite, costo del lavoro per addetto e rendimento dei dipendenti. Un valore salariale alto non rappresenta necessariamente un problema: può indicare personale qualificato, maggiore produttività e maggiore capacità dell’impresa di generare valore. Al contrario, valori molto bassi possono segnalare lavoro parziale, stagionalità, minore intensità produttiva o fragilità organizzativa.

In sintesi, il sistema delle imprese di Modugno mostra una forte articolazione interna. Da un lato emergono grandi imprese industriali con elevati volumi salariali e rapporti per dipendente medio-alti; dall’altro lato sono presenti molte piccole imprese con valori più variabili. Il dato centrale corretto è quindi pari a 24,3 mila euro di media semplice e 24,0 mila euro di mediana, mentre il valore ponderato complessivo si colloca intorno a 28,0 mila euro per dipendente. Questi numeri confermano la presenza di un tessuto produttivo differenziato, nel quale convivono industria, servizi, commercio e piccola impresa, con livelli salariali e produttività molto diversi.

 

 




Ranking delle aziende per ricavi pro-capite

Nel campione risultano 659 aziende. Il valore medio dei ricavi pro-capite 2024 è pari a circa 265.603 euro per dipendente, mentre la mediana è pari a 143.590 euro. La distanza tra media e mediana mostra una distribuzione molto asimmetrica: poche imprese con ricavi per addetto molto elevati alzano sensibilmente la media generale.

Il valore massimo è pari a 2.918.500 euro per dipendente, mentre il minimo è pari a 110 euro per dipendente. La differenza tra questi estremi è molto ampia e segnala una forte eterogeneità tra le imprese di Modugno. Non tutte le aziende operano con lo stesso modello economico: alcune sono ad alta intensità commerciale, altre ad alta intensità di lavoro, altre ancora possono avere ricavi bassi rispetto al numero di addetti.

La prima impresa per ricavi pro-capite è Edil Team S.r.l., con circa 2,92 milioni di euro per dipendente e 7 dipendenti. Seguono Edilizia e Ambiente S.r.l., con circa 2,72 milioni per addetto, Studio Gestione Servizi S.r.l., con circa 2,37 milioni, Dagest S.r.l., con circa 2,25 milioni, e Alfrus S.r.l., con circa 2,22 milioni. È evidente che la parte alta della classifica non coincide con quella dei salari per dipendente.

Questo è normale: il ricavo pro-capite misura la capacità dell’impresa di generare fatturato per ciascun addetto, mentre il rapporto salari/dipendenti misura quanto l’impresa spende mediamente per il personale. Un’azienda può avere ricavi per addetto molto elevati senza avere necessariamente salari medi altrettanto elevati. Per esempio, Edil Team ha il ricavo pro-capite più alto, ma un rapporto salari/dipendenti pari a circa 32 mila euro; Edilizia e Ambiente ha circa 30 mila euro; Studio Gestione Servizi circa 34 mila euro. Sono valori buoni, ma non estremi rispetto alla precedente classifica salariale.

La differenza tra le due graduatorie è quindi molto importante dal punto di vista interpretativo. La classifica dei salari tende a premiare imprese con personale qualificato, tecnici, dirigenti o strutture con pochi dipendenti ma retribuzioni elevate. La classifica dei ricavi pro-capite, invece, premia imprese che generano molto fatturato rispetto al numero di addetti. In questa seconda graduatoria emergono probabilmente aziende commerciali, immobiliari, edilizie, distributive o con modelli di business nei quali il fatturato può essere molto alto anche con pochi lavoratori.

Un esempio interessante è Alfrus S.r.l., che ha 55 dipendenti e ricavi pro-capite pari a circa 2,22 milioni di euro. In questo caso il dato è particolarmente rilevante perché non dipende da una microstruttura con uno o due addetti, ma da un’impresa con una dimensione occupazionale significativa. Anche Centro Autoveicoli S.r.l., con 25 dipendenti e circa 2,12 milioni di euro per addetto, mostra una forte capacità di generare ricavi rispetto al numero di lavoratori impiegati.

Nella top ten compaiono anche Avigal Società Agricola S.r.l., con un solo dipendente e circa 2,04 milioni di euro pro-capite, Centro Acciai Inox S.r.l., con 29 dipendenti e circa 1,90 milioni, Edilizia e Residenza S.r.l., con 9 dipendenti e circa 1,88 milioni, e Bamac S.r.l., con 11 dipendenti e circa 1,74 milioni. La presenza di aziende con pochi dipendenti mostra che il ricavo pro-capite può essere molto sensibile alla dimensione occupazionale: se il denominatore è basso, anche ricavi aziendali non enormi possono produrre valori pro-capite molto elevati.

La parte bassa della classifica è altrettanto significativa. Le ultime posizioni sono occupate da imprese con ricavi pro-capite molto contenuti: Immobiliare Bari Nord S.r.l. registra appena 110 euro per dipendente, Re.Ma. Security S.r.l.s. circa 2.540 euro, Creazioni Fantasy S.r.l. circa 7.370 euro, QMT S.r.l.s. circa 7.500 euro, e Oceania Service Società Cooperativa circa 8.110 euro. Questi valori sono molto bassi e richiedono cautela interpretativa: potrebbero dipendere da ricavi limitati, attività non pienamente operative, situazioni contabili particolari, esercizi anomali o forte presenza di personale rispetto al volume d’affari.

Il confronto con la variabile salariale conferma che la relazione tra ricavi pro-capite e salari per dipendente esiste, ma non è fortissima. La correlazione tra le due variabili è circa 0,29, quindi positiva ma moderata. Questo significa che, in generale, le imprese con ricavi per addetto più elevati tendono anche ad avere salari medi leggermente più alti, ma la relazione non è automatica. Molte imprese possono generare ricavi elevati senza trasferire proporzionalmente tale capacità sui salari, mentre altre possono avere salari elevati pur non essendo in cima alla classifica dei ricavi.

Questo punto è decisivo. Il ricavo pro-capite non coincide con la produttività netta. Il ricavo misura il fatturato per dipendente, ma non tiene conto dei costi intermedi, degli acquisti, dei margini, della struttura finanziaria e del valore aggiunto effettivamente prodotto. Un’impresa commerciale può avere ricavi molto alti perché movimenta grandi volumi di merci, ma il margine per addetto può essere più basso. Al contrario, un’impresa di servizi avanzati può avere ricavi più contenuti ma valore aggiunto e salari più elevati.

Per questo motivo, i ricavi pro-capite devono essere letti insieme al valore aggiunto pro-capite e al costo del lavoro per addetto. Solo confrontando queste grandezze è possibile capire se l’impresa genera effettiva ricchezza economica o semplicemente movimenta elevati volumi di fatturato. In particolare, un alto ricavo pro-capite accompagnato da un basso valore aggiunto può indicare un modello a margini ridotti; un alto ricavo pro-capite accompagnato da alto valore aggiunto può invece indicare reale efficienza produttiva.

In conclusione, la graduatoria dei ricavi pro-capite delle imprese di Modugno restituisce un’immagine diversa da quella salariale. Qui emergono soprattutto imprese con forte capacità di fatturato per addetto, spesso caratterizzate da pochi dipendenti o da settori ad alta rotazione commerciale. Il valore medio di 265,6 mila euro e la mediana di 143,6 mila euro indicano un tessuto produttivo molto differenziato, nel quale poche imprese ad altissimo ricavo per addetto convivono con molte realtà più piccole o meno produttive. La classifica, quindi, non misura direttamente la qualità del lavoro o il livello retributivo, ma la capacità delle aziende di generare volume economico per ciascun dipendente impiegato.




Ranking Costo del lavoro

L’analisi del costo del lavoro per addetto delle imprese di Modugno nel 2024 consente di osservare un aspetto centrale della struttura economica locale: quanto le aziende spendano mediamente per ciascun dipendente, considerando non soltanto salari e stipendi, ma anche contributi previdenziali, oneri sociali e tutte le componenti collegate al lavoro dipendente. Rispetto alla precedente analisi sui salari pro-capite e sui ricavi per addetto, il costo del lavoro rappresenta una misura ancora più completa dell’investimento aziendale nel capitale umano e permette di comprendere meglio il livello di qualificazione e organizzazione delle imprese del territorio.

Nel campione analizzato risultano presenti 657 imprese. Il costo medio del lavoro per addetto nel 2024 è pari a circa 32.132 euro, mentre la mediana si colloca a circa 32.640 euro. La vicinanza tra media e mediana è un dato molto interessante, perché indica una distribuzione relativamente equilibrata rispetto a quanto osservato per i ricavi pro-capite. In questo caso, infatti, non emergono poche imprese estreme capaci di alterare fortemente il valore medio generale. Ciò suggerisce che il costo del lavoro presenti una struttura più omogenea all’interno del sistema produttivo di Modugno.

Il valore minimo registrato è pari a circa 1.480 euro per addetto, mentre il massimo raggiunge 88.240 euro. Anche in questo caso la distanza tra i valori estremi è significativa, ma decisamente più contenuta rispetto a quella osservata nei ricavi pro-capite. Questo fenomeno è naturale: il costo del lavoro tende ad avere limiti più stabili rispetto al fatturato, poiché dipende da regole contrattuali, livelli retributivi e struttura occupazionale più uniformi rispetto alla capacità delle imprese di generare ricavi.

La parte alta della classifica è occupata soprattutto da imprese caratterizzate da elevata specializzazione tecnica, presenza di personale qualificato e modelli organizzativi avanzati. La prima posizione appartiene ad ANTARES S.R.L., con un costo del lavoro per addetto pari a circa 88.240 euro. Seguono THERMOCOLD DISTRIBUTION S.R.L., con circa 86.910 euro per dipendente, KIMYA S.R.L. SOCIETA’ BENEFIT, con circa 78.260 euro, e LACRIOLA CONDIZIONAMENTO S.R.L., con circa 77.860 euro per addetto. Nelle prime posizioni compare anche PUGLIA SVILUPPO S.P.A., con circa 76.640 euro per dipendente.

Questi valori sono molto superiori alla media del campione e indicano chiaramente la presenza di capitale umano altamente qualificato. In particolare, imprese come Antares, Kimya e Thermocold operano in settori dove competenze tecniche, know-how specialistico e personale qualificato rappresentano elementi fondamentali della competitività aziendale. In questi casi, il costo del lavoro elevato non deve essere interpretato come un fattore negativo, ma come il riflesso di una struttura professionale avanzata.

Particolarmente interessante è il caso di PUGLIA SVILUPPO S.P.A., che conferma livelli elevati sia nella graduatoria salariale sia nel costo del lavoro per addetto. Questo suggerisce una forte presenza di personale tecnico-amministrativo qualificato e una struttura organizzativa complessa. Anche TRADING TRUCK S.R.L., con circa 74.910 euro per addetto, e DIFAST SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA, con circa 75.340 euro, mostrano livelli molto elevati. In questi casi il costo del lavoro sembra essere accompagnato anche da una buona capacità di generare ricavi e valore aggiunto.

Nella top ten compare inoltre CENTRO STUDI COMPONENTI PER VEICOLI S.P.A., con circa 71.290 euro per dipendente. Questa impresa era già emersa nell’analisi dei salari per addetto e conferma quindi una forte intensità di capitale umano. Lo stesso vale per PENTA SYSTEM S.R.L., che supera i 69 mila euro per addetto. Si tratta di aziende nelle quali il lavoro qualificato rappresenta probabilmente il principale fattore produttivo.

Un elemento importante che emerge dal ranking è la relazione tra costo del lavoro e specializzazione economica. Le imprese con valori più elevati operano spesso in settori tecnologici, industriali avanzati, consulenziali o caratterizzati da elevata intensità professionale. In questi contesti, il costo del lavoro alto è sostenibile perché accompagnato da maggiore produttività, innovazione e capacità competitiva.

Il confronto con la graduatoria dei ricavi pro-capite mostra differenze molto significative. Le aziende leader nei ricavi non coincidono necessariamente con quelle ai vertici del costo del lavoro. Questo dimostra che la capacità di generare fatturato e il livello medio del costo occupazionale sono due dimensioni differenti. Un’impresa commerciale può generare ricavi molto elevati con relativamente pochi dipendenti, senza però sostenere costi del lavoro particolarmente alti. Al contrario, un’azienda altamente tecnica può avere ricavi meno estremi ma costi occupazionali elevati a causa della qualità del personale impiegato.

L’analisi della parte bassa della classifica è altrettanto significativa. Le ultime posizioni sono occupate da imprese con costi del lavoro molto contenuti. In fondo al ranking troviamo RE.MA. SECURITY SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA SEMPLIFICATA, con appena 1.480 euro per addetto. Seguono QMT SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA SEMPLIFICATA, con circa 2.110 euro, CREAZIONI FANTASY S.R.L., con circa 2.580 euro, e CENTRO REVISIONI MODUGNESE S.R.L., con circa 2.600 euro per dipendente.

Questi valori molto bassi devono essere interpretati con prudenza. Potrebbero infatti riflettere situazioni particolari, come lavoro part-time, esercizi non completi, personale assunto solo per una parte dell’anno o strutture aziendali estremamente ridotte. In alcuni casi, costi così contenuti possono anche essere il segnale di attività economiche limitate o di imprese ancora in fase iniziale.

Anche imprese come NEWTON S.R.L., EDILCALCE S.R.L., D.R.R. S.R.L. e TIME EXPERIENCE S.R.L. mostrano costi del lavoro per addetto inferiori ai 3.500 euro. Si tratta di valori molto distanti dalla media generale e che evidenziano la forte eterogeneità del sistema produttivo locale.

La distribuzione generale del costo del lavoro mostra inoltre una struttura abbastanza concentrata. Il 25% delle imprese presenta valori inferiori a circa 22.190 euro per addetto, mentre il 75% rimane sotto i 40.550 euro. Questo significa che la maggior parte delle aziende di Modugno si colloca in una fascia intermedia relativamente stabile. Solo una quota limitata di imprese presenta costi estremamente elevati o estremamente bassi.

Dal punto di vista economico, il costo del lavoro per addetto rappresenta un indicatore molto importante anche per valutare la qualità dell’occupazione locale. Imprese con costi più elevati tendono generalmente a offrire lavoro più qualificato, contratti più strutturati e maggiore stabilità occupazionale. Al contrario, costi molto bassi possono indicare attività labour intensive a basso valore aggiunto o modelli organizzativi più fragili.

L’analisi conferma inoltre che le imprese più strutturate tendono a sostenere costi del lavoro più elevati. Le aziende industriali e tecnologiche presenti a Modugno mostrano infatti livelli superiori alla media grazie alla presenza di personale specializzato, organizzazioni complesse e maggiore capacità produttiva. Questo dato rafforza l’immagine di Modugno come polo produttivo avanzato all’interno dell’area metropolitana barese.

Un altro aspetto rilevante riguarda la relazione tra costo del lavoro e competitività territoriale. Le imprese che investono maggiormente nel capitale umano tendono anche a essere quelle più innovative e competitive. In questo senso, il costo del lavoro non deve essere interpretato esclusivamente come una voce di spesa, ma anche come un investimento strategico. Aziende capaci di attrarre personale qualificato possono infatti generare maggiore produttività, innovazione e valore aggiunto.

Nel complesso, il ranking del costo del lavoro per addetto restituisce l’immagine di un sistema economico estremamente articolato. Accanto a imprese altamente qualificate e tecnologicamente avanzate convivono molte realtà più piccole, commerciali o di servizi con livelli di costo molto differenti. Questa pluralità rappresenta uno degli elementi distintivi del tessuto produttivo di Modugno.

L’insieme dei dati suggerisce quindi che il capitale umano continui a rappresentare uno dei principali fattori competitivi delle imprese locali. Le aziende che sostengono costi del lavoro più elevati non sono necessariamente meno efficienti; al contrario, spesso sono quelle che investono maggiormente nella qualità professionale, nell’innovazione e nella capacità organizzativa. Per questo motivo, il costo del lavoro pro-capite deve essere interpretato non soltanto come un indicatore di spesa, ma anche come una misura indiretta della complessità e della qualità del sistema produttivo territoriale.



Ranking Rendimento dipendenti 2024


Il valore medio è pari a 8,60, mentre la mediana è 4,67. Questo significa che il rendimento medio è quasi il doppio del valore mediano: quindi la distribuzione è molto squilibrata verso l’alto, perché poche aziende con rendimento molto elevato trascinano su la media generale. Il valore minimo è 0,00, mentre il massimo arriva a 96,27.

Il primo dato da sottolineare è proprio questo: il rendimento per dipendente non è distribuito in modo uniforme. Il 25% delle aziende ha un rendimento inferiore a 2,86, il valore centrale è 4,67, e il 75% delle aziende resta sotto 9,62. Quindi la maggior parte delle imprese si concentra su livelli relativamente bassi o intermedi, mentre solo una minoranza raggiunge valori molto elevati.

La prima azienda in classifica è Micunco Distribuzione S.r.l., con un rendimento per dipendente pari a 96,27. È un valore estremamente alto rispetto alla media del campione, pari a 8,60, e ancora più distante dalla mediana di 4,67. Questo significa che Micunco Distribuzione presenta un rendimento oltre 11 volte superiore alla media e oltre 20 volte superiore alla mediana. È quindi un caso aziendale eccezionale, probabilmente legato a un modello molto efficiente, con alta capacità di generare risultato economico rispetto al numero di addetti.

Al secondo posto troviamo Federazione Nazionale Consorzi Autoricambisti Regionali, con un rendimento pari a 80,62. Anche questo valore è molto elevato e segnala una forte produttività per addetto. Rispetto alla mediana del campione, il dato è superiore di oltre 17 volte. Questo caso mostra come alcune strutture consortili o commerciali possano ottenere rendimenti molto alti quando riescono a generare elevati volumi economici con una struttura occupazionale relativamente contenuta.

Al terzo posto si colloca Edil Team S.r.l., con un rendimento pari a 67,46. Questa azienda era già emersa nella classifica dei ricavi pro-capite, dove risultava tra le prime imprese per fatturato generato per dipendente. Il dato sul rendimento conferma quindi un modello aziendale molto performante. Non si tratta soltanto di avere ricavi elevati, ma anche di trasformare quei ricavi in un rendimento significativo per addetto.

Segue Edilizia e Ambiente S.r.l., con un rendimento di 65,83. Anche questa impresa era già presente nella parte alta della classifica dei ricavi pro-capite. Il dato conferma che alcune aziende del settore edilizio o ambientale riescono a ottenere una forte produttività per dipendente. In questi casi, il rendimento elevato può dipendere da contratti importanti, alta rotazione economica, buona organizzazione operativa o basso numero di addetti rispetto al volume gestito.

Al quinto posto troviamo Avigal Società Agricola S.r.l., con un rendimento pari a 64,86. Il dato è molto elevato e segnala una capacità notevole di generare risultato per dipendente. Anche qui bisogna considerare con attenzione la dimensione aziendale: quando il numero di addetti è basso, il rendimento per dipendente può crescere molto rapidamente. Tuttavia, il valore resta rilevante perché colloca l’impresa tra i casi più performanti dell’intero campione.

La sesta posizione è occupata da Soluzioni & Forniture S.r.l., con 55,80. Segue Utensider Idromeccanica S.r.l., con 55,58. Queste due imprese presentano valori molto simili e circa 6,5 volte superiori alla media del campione. Ciò suggerisce modelli aziendali efficienti, probabilmente caratterizzati da buona capacità commerciale o tecnica.

All’ottavo posto c’è Edilizia e Residenza S.r.l., con 53,31. Al nono posto troviamo Dagest S.r.l., con 52,49. Anche Dagest era già comparsa tra le imprese con ricavi pro-capite molto alti, e il dato sul rendimento conferma che l’azienda non genera soltanto fatturato, ma presenta anche una performance per dipendente elevata. Chiude la top ten 2G Dental S.r.l., con 51,79, valore molto alto e significativo, soprattutto perché colloca una società del settore odontoiatrico/sanitario tra le imprese più performanti per rendimento.

La top ten è quindi composta da:

  1. Micunco Distribuzione S.r.l.96,27
  2. Federazione Nazionale Consorzi Autoricambisti Regionali80,62
  3. Edil Team S.r.l.67,46
  4. Edilizia e Ambiente S.r.l.65,83
  5. Avigal Società Agricola S.r.l.64,86
  6. Soluzioni & Forniture S.r.l.55,80
  7. Utensider Idromeccanica S.r.l.55,58
  8. Edilizia e Residenza S.r.l.53,31
  9. Dagest S.r.l.52,49
  10. 2G Dental S.r.l.51,79

Questa classifica è molto diversa da quella del costo del lavoro e da quella dei salari per dipendente. Qui non emergono necessariamente le aziende che pagano di più o che hanno il costo del lavoro più alto, ma quelle che ottengono il rendimento più elevato per ciascun addetto. Il rendimento, quindi, misura una dimensione più vicina all’efficienza economica.

La parte bassa della graduatoria è altrettanto importante. L’ultima azienda è Immobiliare Bari Nord S.r.l., con rendimento 0,00. Subito sopra troviamo Robot Innovation Development & Research S.r.l., con 0,59, Ecosyst Service S.r.l., con 0,94, e Transport Planet Società Cooperativa, con 0,99. Questi valori sono estremamente bassi e indicano una capacità molto limitata di generare rendimento per dipendente nel 2024.

Seguono Cecinati Omnia Professional Società Cooperativa, con 1,04, Data Service Società Cooperativa, con 1,13, New Kem S.r.l., con 1,14, La Rinascita Società Cooperativa Sociale, con 1,17, Food@Moving S.r.l., con 1,17, e Gemanco Design S.r.l., sempre con 1,17. Queste aziende si collocano molto al di sotto della mediana di 4,67 e lontanissime dalla media di 8,60.

In sintesi, il rendimento per dipendente mostra una forte polarizzazione. La maggior parte delle imprese di Modugno si colloca sotto 10, ma alcune aziende superano 50, 60, 80 e persino 96. I casi aziendali più forti sono Micunco Distribuzione, Federazione Nazionale Consorzi Autoricambisti Regionali, Edil Team, Edilizia e Ambiente e Avigal. Queste imprese rappresentano la fascia ad altissima efficienza del campione. Al contrario, le aziende con valori inferiori a 1-1,2 mostrano performance molto deboli e richiederebbero un’analisi specifica per capire se il dato dipenda da crisi aziendale, attività parziale, bassa produttività, struttura cooperativa o particolarità contabili
 




Ranking Valore aggiunto pro-capite

L’analisi del valore aggiunto pro-capite delle imprese di Modugno nel 2024 rappresenta uno degli strumenti più importanti per comprendere la reale capacità produttiva del sistema economico locale. A differenza dei ricavi pro-capite, che misurano semplicemente il fatturato generato per dipendente, il valore aggiunto pro-capite consente di valutare quanta ricchezza effettiva ogni impresa riesca a produrre attraverso il proprio lavoro e la propria organizzazione. Questo indicatore è particolarmente significativo perché tiene conto della differenza tra produzione e costi intermedi, avvicinandosi maggiormente al concetto di produttività reale.

Nel campione analizzato il valore aggiunto pro-capite medio è pari a circa 60.880 euro per dipendente, mentre la mediana si colloca a 47.550 euro. La differenza tra media e mediana mostra una distribuzione moderatamente asimmetrica: alcune imprese con valori molto elevati trascinano verso l’alto la media generale, ma la distanza non è estrema come nel caso dei ricavi pro-capite. Questo significa che il valore aggiunto risulta distribuito in modo relativamente più equilibrato all’interno del sistema produttivo di Modugno.

Il valore massimo registrato raggiunge 421.680 euro per dipendente, mentre il minimo scende addirittura a –32.380 euro. La presenza di valori negativi è molto importante dal punto di vista economico, perché indica imprese che nel 2024 hanno generato distruzione di valore invece che creazione di ricchezza economica. Questo elemento conferma ancora una volta la forte eterogeneità del tessuto produttivo locale.

La prima azienda della graduatoria è SERVIZI E SOLUZIONI S.R.L., con un valore aggiunto pro-capite pari a 421.680 euro. Si tratta di un valore straordinariamente elevato rispetto alla media del campione, quasi sette volte superiore al valore medio generale. Questo risultato suggerisce un modello produttivo estremamente efficiente, probabilmente fondato su elevata specializzazione tecnica, struttura organizzativa snella e forte capacità di trasformare i ricavi in ricchezza effettiva.

Al secondo posto troviamo EDIL TEAM SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA, con 418.230 euro per dipendente. L’azienda era già emersa nelle classifiche relative ai ricavi pro-capite e al rendimento per dipendente. Il dato sul valore aggiunto conferma quindi che Edil Team non si limita a generare fatturato elevato, ma riesce anche a trattenere una quota molto significativa di ricchezza economica per addetto. Questo è un elemento decisivo, perché distingue le imprese realmente produttive da quelle che semplicemente movimentano grandi volumi economici con margini ridotti.

Al terzo posto compare EDILIZIA E RESIDENZA S.R.L., con 410.530 euro per dipendente. Anche in questo caso emerge una fortissima capacità di creare valore economico. Il fatto che diverse aziende del settore edilizio occupino le prime posizioni suggerisce che alcune imprese di questo comparto abbiano sviluppato modelli particolarmente efficienti e ad alta marginalità.

La quarta posizione è occupata da UTENSIDER IDROMECCANICA S.R.L., con 358.590 euro per dipendente. Questo dato è molto significativo perché riguarda un’impresa legata a componentistica, meccanica o attività industriali tecniche. In questo caso il valore aggiunto elevato può essere collegato alla presenza di forte specializzazione tecnologica e know-how produttivo avanzato.

Segue EDILIZIA E AMBIENTE SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA, con 353.270 euro per dipendente. Anche questa azienda era già comparsa nella parte alta della graduatoria dei ricavi pro-capite. Il fatto che emerga anche nel valore aggiunto indica che il modello economico non è basato soltanto su elevati volumi di fatturato, ma anche sulla capacità di generare margini consistenti.

Al sesto posto troviamo STUDIO GESTIONE SERVIZI S.R.L., con 335.880 euro per dipendente, seguita da DAGEST S.R.L., con 330.950 euro. Anche Dagest era già emersa tra le aziende con rendimento elevato e ricavi pro-capite molto alti. Questo conferma una struttura aziendale molto efficiente e probabilmente caratterizzata da elevata produttività per addetto.

L’ottava posizione appartiene a SMEA S.R.L., con 310.700 euro per dipendente. Seguono DUESSE SERVICE S.R.L., con 280.050 euro, e CONSORZIO PER L’AREA DI SVILUPPO INDUSTRIALE DI BARI, con 265.900 euro per dipendente. Tutte queste imprese mostrano livelli di valore aggiunto enormemente superiori alla media generale del campione.

La top ten del valore aggiunto pro-capite è quindi composta da:

1.      Servizi e Soluzioni S.r.l.421.680 €

2.      Edil Team S.r.l.418.230 €

3.      Edilizia e Residenza S.r.l.410.530 €

4.      Utensider Idromeccanica S.r.l.358.590 €

5.      Edilizia e Ambiente S.r.l.353.270 €

6.      Studio Gestione Servizi S.r.l.335.880 €

7.      Dagest S.r.l.330.950 €

8.      Smea S.r.l.310.700 €

9.      Duesse Service S.r.l.280.050 €

10.  Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Bari265.900 €

Osservando questa classifica emerge un elemento molto interessante: le aziende leader nel valore aggiunto non coincidono perfettamente con quelle ai vertici del costo del lavoro. Questo significa che elevati costi occupazionali non garantiscono automaticamente alta capacità di creare valore economico. Alcune imprese riescono infatti a ottenere livelli molto elevati di valore aggiunto pur mantenendo strutture relativamente snelle.

Il confronto con il rendimento per dipendente mostra invece una relazione più forte. Molte aziende presenti nella top ten del valore aggiunto erano già emerse nella graduatoria del rendimento. Questo suggerisce che il valore aggiunto rappresenti uno degli indicatori più vicini alla reale efficienza economica dell’impresa.

Molto significativa è anche la parte bassa della graduatoria. L’ultima posizione appartiene a IMMOBILIARE BARI NORD S.R.L., con un valore aggiunto pro-capite pari a –32.380 euro. Questo dato negativo indica che nel 2024 l’azienda ha distrutto valore invece di crearlo. Situazioni simili possono dipendere da perdite operative, costi molto elevati rispetto ai ricavi oppure particolari condizioni contabili.

Subito sopra troviamo DE.SY.RE. – DESIGN SYSTEM REVOLUTION S.R.L., con –28.970 euro per dipendente, e BIOPACK S.R.L., con –17.370 euro. Anche ECOSYST SERVICE S.R.L. registra un valore negativo pari a –14.520 euro, mentre ITALYTRADE S.R.L. si ferma a –3.940 euro.

Questi valori negativi sono molto importanti dal punto di vista interpretativo. Un’impresa può avere ricavi anche elevati ma generare scarso valore aggiunto se i costi intermedi sono troppo alti. Per questo motivo il valore aggiunto è spesso considerato uno degli indicatori più affidabili della qualità economica aziendale.

Un altro elemento centrale riguarda la relazione tra valore aggiunto e capitale umano. Le imprese con maggiore valore aggiunto tendono spesso ad avere personale più qualificato, maggiore capacità organizzativa e strutture produttive più efficienti. In molti casi, quindi, il valore aggiunto elevato riflette non soltanto capacità commerciale, ma anche innovazione, tecnologia e qualità manageriale.

Nel complesso, l’analisi del valore aggiunto pro-capite conferma che il sistema produttivo di Modugno è caratterizzato da forti differenze interne. Alcune imprese riescono a generare livelli straordinariamente elevati di ricchezza economica per addetto, mentre altre mostrano difficoltà significative. Le aziende leader della graduatoria — come Servizi e Soluzioni, Edil Team, Edilizia e Residenza e Utensider Idromeccanica — rappresentano la fascia più efficiente e produttiva dell’economia locale.

I dati mostrano inoltre che la competitività territoriale dipende sempre meno dalla semplice dimensione aziendale e sempre più dalla capacità organizzativa, dall’innovazione e dalla qualità del modello produttivo. Le imprese che riescono a creare maggiore valore aggiunto sono generalmente quelle capaci di combinare competenze professionali, efficienza organizzativa e capacità di trasformare il lavoro in ricchezza economica reale.




Nel complesso, i dati confermano che il sistema produttivo di Modugno presenta livelli di produttività e organizzazione molto differenziati tra le imprese. Alcune aziende mostrano elevati salari per dipendente e alti costi del lavoro grazie alla presenza di personale qualificato e strutture organizzative avanzate; altre emergono invece per ricavi pro-capite e rendimento dei dipendenti particolarmente elevati, spesso legati a modelli produttivi ad alta efficienza o forte intensità commerciale. L’analisi del valore aggiunto pro-capite evidenzia inoltre che le imprese più competitive non sono semplicemente quelle che generano maggiore fatturato, ma quelle capaci di trasformare ricavi e capitale umano in ricchezza economica reale. In questo quadro, Modugno si conferma un territorio economicamente complesso, caratterizzato dalla presenza simultanea di industria, servizi avanzati, commercio e piccola impresa. I risultati mostrano infine che innovazione, organizzazione e qualità del capitale umano rappresentano oggi i principali fattori della competitività aziendale locale.


Fonte: Bilanci di Esercizio 2024 Depositati  


Ph.D. Angelo Leogrande

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