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Modugno
cresce dell’82% nei ricavi e rafforza il ruolo economico nell’area
metropolitana barese.
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Gli addetti
aumentano di quasi 5mila unità, segnalando una base occupazionale più robusta.
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Industria,
logistica, servizi e commercio trainano una trasformazione produttiva ampia e
diversificata.
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Le grandi
imprese restano decisive, ma cresce il peso delle aziende medio-grandi
dinamiche.
- · Modugno non è più periferia produttiva, ma piattaforma strategica del Mezzogiorno economico.
Nel decennio
compreso tra il 2015 e il 2024, Modugno ha consolidato il proprio ruolo come
uno dei principali poli economici dell’area metropolitana barese, rafforzando
una struttura produttiva fondata su industria, logistica, servizi e commercio.
I numeri raccontano una trasformazione profonda: il fatturato complessivo delle
imprese analizzate cresce da 2,2 a oltre 4 miliardi di euro, mentre gli addetti
aumentano di quasi 5 mila unità. Una crescita che non si limita all’espansione
dimensionale delle aziende storiche, ma riflette anche la capacità del
territorio di attrarre nuovi investimenti, sviluppare filiere più articolate e
sostenere la nascita o il consolidamento di imprese medio-grandi capaci di
competere su scala nazionale.
Il quadro che
emerge è quello di un’economia più ampia, diversificata e resiliente rispetto a
dieci anni fa. Accanto ai grandi gruppi industriali dell’automotive e della
manifattura avanzata, si rafforzano logistica, distribuzione, servizi alle
imprese, edilizia specializzata e commercio tecnico, delineando un sistema
produttivo meno dipendente da pochi attori dominanti e più distribuito lungo
diverse traiettorie di crescita. Allo stesso tempo, il forte incremento dei
ricavi rispetto all’occupazione segnala un aumento della produttività
apparente, una maggiore intensità di capitale e processi di innovazione
organizzativa e tecnologica che stanno cambiando il profilo economico locale.
L’analisi delle
principali aziende mostra inoltre una struttura imprenditoriale in evoluzione:
grandi imprese storiche che mantengono un ruolo centrale convivono oggi con una
fascia crescente di aziende dinamiche, attive nei settori della logistica, della
meccanica, dei servizi e della distribuzione. Ne deriva l’immagine di una
Modugno sempre meno periferia produttiva e sempre più piattaforma economica
strategica del Mezzogiorno, capace di coniugare manifattura, reti commerciali e
servizi avanzati in un contesto di forte trasformazione competitiva.
Il confronto tra il 2015 e il 2024 mostra
un’economia modugnese molto più ampia, articolata e occupazionalmente robusta:
il totale dei ricavi passa da 2,208 miliardi a 4,025 miliardi di euro, con un
incremento di circa 1,816 miliardi, pari all’82%, mentre i dipendenti salgono
da 13.022 a 17.912 unità, con 4.890 addetti in più e una crescita del 38%. Il
dato più evidente è che la crescita dei ricavi è stata più che doppia rispetto
a quella dell’occupazione, segnalando un aumento della produttività apparente,
una maggiore intensità di capitale, un rafforzamento dimensionale di molte
imprese e, in alcuni casi, un effetto prezzi rilevante nel decennio. Modugno
conferma così una vocazione industriale, manifatturiera, logistica e
commerciale molto forte, con grandi imprese ancora decisive ma affiancate da
una fascia crescente di medie aziende dinamiche. Magna PT resta il principale
attore per fatturato, passando da 415,6 a 611 milioni, con 195,4 milioni in più
e un aumento del 47%, accompagnato da 90 dipendenti aggiuntivi. È un’espansione
solida, non esplosiva, ma molto significativa perché riguarda un’impresa già
grande. Diverso è il caso di Tecnologie Diesel, che pur rimanendo al secondo
posto per ricavi registra una contrazione da 295,7 a 244,6 milioni e perde 440
dipendenti, segnalando una ristrutturazione importante o una diversa
configurazione produttiva. Bridgestone Italia Manufacturing appare invece come
uno dei casi industriali più positivi: i ricavi più che raddoppiano, da 86,4 a
181,8 milioni, e i dipendenti aumentano di 157 unità, mostrando una crescita
reale sia economica sia occupazionale. Accanto a questi grandi poli, emerge la
forte avanzata di gruppi come Alfrus, Stante Logistics, Masmec, Molko, La
Lucente, Gruppo Turi, Amicar, Ciavarella Pneumatici, Gruppo Picca e Master Food
Distribution, che contribuiscono in modo decisivo al salto complessivo. Alcune
imprese mostrano crescite percentuali molto elevate perché partivano da basi
ridotte, ma in diversi casi l’aumento assoluto è rilevante: Stante Logistics
cresce di 56,1 milioni, Molko di 41,4 milioni, Amicar di 54,8 milioni, Gruppo
Turi di 88,7 milioni, Ciavarella Pneumatici di 40,3 milioni, Gruppo Picca di
41,2 milioni. Questi numeri indicano che l’economia locale non dipende più solo
da pochi stabilimenti storici, ma vede consolidarsi un tessuto di imprese
capaci di raggiungere scale operative nazionali o sovralocali. La logistica e i
servizi collegati appaiono tra i comparti più dinamici: Stante Logistics cresce
del 159% nei ricavi e del 138% negli addetti; Navita aumenta da 12,4 a 33,4
milioni e da 204 a 371 dipendenti; Adriatica Freddo Logistica cresce nei ricavi
da 12,3 a 17,3 milioni ma soprattutto negli addetti da 11 a 139; CG Logistics
passa da 1,6 a 6,3 milioni e da 7 a 27 addetti; Miccolis cresce da 3,5 a 12,1
milioni e da 146 a 412 dipendenti. Questo segnala che Modugno beneficia della
propria posizione infrastrutturale nell’area metropolitana barese, intercettando
flussi di trasporto, distribuzione, magazzinaggio e servizi alle imprese. Anche
il settore dei servizi integrati e della pulizia presenta presenze
occupazionali importanti: La Lucente raggiunge 58,1 milioni e 2.141 dipendenti,
confermandosi il maggiore datore di lavoro del campione, pur con una crescita
occupazionale contenuta rispetto alla base del 2015. Ariete, al contrario,
mostra un forte ridimensionamento, con ricavi da 34,5 a 8 milioni e dipendenti
da 1.424 a 284, contribuendo negativamente al saldo ma senza invertire il
quadro generale positivo. La manifattura mantiene un peso centrale: oltre a
Magna e Bridgestone, crescono Masmec, Centro Studi Componenti per Veicoli,
Tecnica Industriale stabile sui ricavi ma con più occupati, Tecnospare, Centro
Acciai Inox, Tecnoacciai, Inox Team, Officine Tecniche De Pasquale, Officine
Polieri, Turbo Service, F.G.S. Drill, molte imprese metalmeccaniche e
dell’impiantistica. Masmec, in particolare, quasi raddoppia gli addetti e
cresce del 153% nei ricavi, diventando un segnale di manifattura tecnologica ad
alto contenuto di competenze. La presenza di imprese legate ad automotive,
meccanica, componentistica, acciaio, automazione e manutenzione conferma che
Modugno non è soltanto un’area commerciale o logistica, ma conserva un profilo
produttivo avanzato. Il comparto costruzioni e immobiliare appare molto diffuso
e vivace, anche se frammentato. Molte imprese edili registrano forti crescite,
come Edilizia e Residenza, Edil Team, Edilizia e Ambiente, Coes, Domuscostruzioni,
Gruppo CM Costruzioni, Habitat Costruzioni in calo, Fiore Edilizia, Conserva
Costruzioni, D’Ambrosio Edilizia, LS Edilizia e numerose realtà minori. Le
crescite percentuali molto alte vanno lette con cautela perché spesso derivano
da ricavi iniziali modesti, ma l’insieme segnala una stagione favorevole per
edilizia, ristrutturazioni, impiantistica, serramenti e lavori specializzati,
probabilmente alimentata anche dal ciclo degli incentivi, dalla domanda
immobiliare e dalla riqualificazione del patrimonio edilizio. Il commercio
all’ingrosso e al dettaglio mostra risultati molto rilevanti: Euromotor, Centro
Autoveicoli, Amicar, Grandolfo Autoveicoli, Grandolfo Veicoli Industriali,
Diesel Levante, Ciavarella Pneumatici, Centro Acciai Inox, Specialmangimi
Galtieri, Natura Carni, Global Food, Master Food Distribution e molte imprese
alimentari o di distribuzione rafforzano il ruolo di Modugno come piattaforma
commerciale dell’area barese. Master Food Distribution è uno dei casi più
notevoli: passa da 3 a 28,3 milioni e da 4 a 386 dipendenti, una crescita che
incide molto sul saldo occupazionale. Anche Alfrus cresce molto, da 75,9 a
119,9 milioni, pur con un numero di dipendenti contenuto, mostrando un’elevata
produttività per addetto o un modello commerciale-capital intensive. Il dato
occupazionale complessivo è positivo, ma non uniforme. Le maggiori crescite in
valore assoluto vengono da Molko, Master Food Distribution, Miccolis, Navita,
Bridgestone, La Lucente, Masmec, Adriatica Freddo Logistica, Gruppo Turi, Soft
Line e molte imprese di servizi. Tuttavia vi sono anche arretramenti
importanti: Tecnologie Diesel perde 440 addetti, Ariete 1.140, Post &
Service 97, Digital Service 44, Conserva Logistic Solutions 26, Astamobili 25,
oltre a numerose piccole imprese che riducono personale. Il saldo finale resta
ampiamente positivo perché l’espansione è diffusa e perché molte imprese nate o
entrate nel perimetro dopo il 2015 contribuiscono con nuovi ricavi e nuovi
occupati. La presenza di molti valori “n.d.” impedisce un confronto
perfettamente omogeneo: alcune imprese hanno dati 2024 ma non 2015, altre il
contrario, altre presentano zero iniziali che generano percentuali non
significative. Per questo il dato aggregato va letto come fotografia del
campione disponibile e non come misura perfetta di continuità aziendale.
Tuttavia la direzione è chiara: il sistema produttivo locale è cresciuto molto,
si è rinnovato e ha ampliato la base imprenditoriale. Interessante è anche la
polarizzazione dimensionale. Poche imprese concentrano una quota molto alta dei
ricavi e dell’occupazione, ma sotto il vertice esiste una lunga coda di piccole
e microimprese, spesso con ricavi inferiori al milione o pochi addetti. Questa
struttura può essere un punto di forza, perché combina grandi ancore
industriali con un tessuto imprenditoriale diffuso, ma anche una fragilità,
perché molte microimprese sono esposte a oscillazioni di mercato, problemi di
successione, credito, costi energetici e carenza di competenze. La crescita dei
ricavi superiore a quella degli occupati suggerisce che molte aziende hanno
aumentato efficienza, valore medio delle vendite o capacità commerciale senza
espandere proporzionalmente la forza lavoro. In alcuni casi questo può
riflettere automazione e miglioramento organizzativo; in altri, semplice
inflazione dei prezzi o aumento dei volumi intermediati. La qualità della
crescita, quindi, non va misurata solo sul fatturato: occorrerebbe integrare
margini, valore aggiunto, investimenti, export, indebitamento e stabilità
occupazionale. In ogni caso, il confronto 2015-2024 restituisce l’immagine di
Modugno come economia locale in forte trasformazione positiva, capace di
attrarre o sviluppare imprese nei settori automotive, logistica, servizi,
alimentare, edilizia, meccanica, commercio tecnico e distribuzione. Il dato più
importante non è soltanto l’aumento dell’82% dei ricavi, ma il fatto che la
crescita sia distribuita su molte traiettorie: grandi industrie che resistono o
si espandono, logistica che avanza, servizi alle imprese che assorbono
occupazione, manifattura tecnica che consolida competenze, commercio che scala
dimensioni più elevate, edilizia e impiantistica che si moltiplicano. Le
criticità restano evidenti nei casi di ridimensionamento industriale, nelle
imprese uscite o quasi inattive, nelle percentuali anomale generate da basi
molto basse e nella dipendenza da alcuni grandi datori di lavoro. Ma il saldo
complessivo è quello di un territorio economicamente più forte rispetto al
2015, con quasi 4,9 mila addetti in più e oltre 1,8 miliardi di ricavi
aggiuntivi. Modugno appare dunque non come semplice periferia produttiva di
Bari, ma come uno dei poli economici più importanti dell’area metropolitana,
con una combinazione di industria, logistica e servizi che ne rafforza il ruolo
strategico.
Le top aziende 2024. Le
18 imprese indicate rappresentano il nucleo forte dell’economia insediata a
Modugno: insieme generano circa metà del fatturato complessivo 2024, pari a una
concentrazione elevata ma non monopolistica. Il dato segnala che il sistema
produttivo locale è trainato da pochi operatori di grande scala, ma non dipende
da una sola impresa: Magna PT pesa molto, con il 15,18% del fatturato totale,
ma dopo il primo operatore la quota scende rapidamente, e già dalla quarta
impresa in poi nessuna supera il 4%. Questo significa che Modugno presenta una
leadership industriale chiara, ma anche una base relativamente diversificata
tra automotive, manifattura, logistica, commercio, servizi, alimentare e
distribuzione.
MAGNA PT S.P.A.
è il baricentro del sistema produttivo locale. Con 611 milioni di euro di
ricavi, da sola vale oltre il 15% del fatturato complessivo. Il suo peso è tale
da incidere direttamente sulla lettura dell’intera economia modugnese: una sua
espansione rafforza sensibilmente il dato aggregato, mentre un suo
rallentamento avrebbe effetti visibili. La società esprime la vocazione
industriale e automotive del territorio, con una dimensione produttiva non
comparabile con la maggior parte delle altre imprese presenti.
TECNOLOGIE
DIESEL S.P.A., con 244,6 milioni e il 6,08% del totale, resta il secondo
pilastro dell’economia locale, anche se nel confronto lungo mostra segnali di
ridimensionamento rispetto al 2015. Il suo peso resta comunque strategico,
perché contribuisce in modo rilevante alla massa industriale e occupazionale
del territorio. La sua presenza rafforza l’immagine di Modugno come polo legato
alla meccanica, alla componentistica e ai sistemi per la mobilità.
BRIDGESTONE
ITALIA MANUFACTURING S.P.A. è il terzo grande presidio manifatturiero, con
181,8 milioni e il 4,52% del fatturato complessivo. Rispetto al 2015 mostra una
crescita molto forte, sia nei ricavi sia negli addetti, e rappresenta uno dei
casi più positivi del campione. La sua traiettoria indica che il manifatturiero
tradizionale, se sostenuto da investimenti, scala produttiva e mercati
adeguati, continua a essere uno dei motori principali dell’economia locale.
GRUPPO TURI
S.R.L., con 144,9 milioni e il 3,60%, introduce un elemento di diversificazione
rispetto ai grandi operatori industriali. La sua crescita è molto significativa
e mostra come nel territorio si siano affermati anche gruppi imprenditoriali
capaci di raggiungere dimensioni elevate fuori dal perimetro strettamente
manifatturiero pesante. È una delle imprese che contribuisce maggiormente ad
allargare la base dei grandi fatturatori modugnesi.
ALFRUS S.R.L.,
con 119,9 milioni e il 2,98%, conferma la presenza di imprese ad alta capacità
commerciale e distributiva. Il rapporto tra fatturato e numero di addetti
suggerisce un modello fortemente orientato alla produttività per dipendente,
tipico di realtà in cui contano volumi, organizzazione della filiera,
approvvigionamento e capacità di presidiare mercati ampi.
STANTE LOGISTICS
S.P.A. SB, con 91,3 milioni e il 2,27%, è una delle imprese più rappresentative
della trasformazione logistica del territorio. La sua presenza conferma il
ruolo di Modugno come piattaforma di movimentazione, trasporto e servizi
integrati nell’area barese. La crescita del comparto logistico è
particolarmente importante perché non genera solo fatturato, ma anche
occupazione, relazioni con altre imprese, domanda di spazi, mezzi, manutenzione
e servizi.
AMICAR S.R.L.,
con 68,9 milioni e l’1,71%, rafforza il peso del commercio automotive e della
distribuzione di veicoli. La sua dimensione indica che il comparto auto non è
solo manifattura o componentistica, ma anche vendita, assistenza e reti
commerciali. Insieme a Euromotor e Centro Autoveicoli, contribuisce a creare un
cluster locale legato alla mobilità.
LA LUCENTE S.P.A.,
con 58,1 milioni e l’1,44%, è meno rilevante in termini di ricavi rispetto ai
grandi gruppi industriali, ma è decisiva sul piano occupazionale. Il suo peso
va letto non solo attraverso il fatturato, ma anche attraverso la funzione di
grande datore di lavoro nei servizi. È un caso che dimostra come il contributo
economico di un’impresa non sia misurabile soltanto dai ricavi: nei servizi
labour intensive, l’impatto sociale e occupazionale può essere superiore alla
quota di fatturato.
CIAVARELLA
PNEUMATICI S.R.L., con 57,8 milioni e l’1,44%, mostra una crescita molto forte
e conferma la vitalità dei settori collegati alla mobilità, ai trasporti e alla
manutenzione. La sua presenza tra i maggiori fatturatori segnala che intorno al
sistema logistico, industriale e automobilistico locale si sviluppano imprese
specializzate capaci di scalare.
SOFT LINE
S.P.A., con 56,9 milioni e l’1,41%, rappresenta un caso interessante perché,
pur avendo ridotto i ricavi rispetto al 2015, ha aumentato molto gli addetti.
Questo può indicare una trasformazione del modello produttivo, una diversa
composizione delle attività o una fase di riorganizzazione. Rimane comunque una
delle imprese rilevanti del territorio e contribuisce alla diversificazione
settoriale.
GRUPPO PICCA
S.P.A., con 56,7 milioni e l’1,41%, è un’altra realtà in forte espansione. Il
suo peso mostra l’emersione di imprese intermedie che, pur non avendo la scala
dei primi tre gruppi, riescono a incidere in modo significativo sul fatturato
complessivo. È proprio questa fascia, tra 40 e 60 milioni, a rendere meno
fragile la struttura economica locale.
SPECIALMANGIMI
GALTIERI S.P.A., con 55 milioni e l’1,37%, porta nel gruppo di testa il
comparto agroalimentare e zootecnico. La sua presenza è importante perché
amplia la lettura dell’economia di Modugno oltre industria e logistica,
mostrando un collegamento con filiere alimentari, agricole e distributive.
CENTRO ACCIAI
INOX S.R.L., con 54,5 milioni e l’1,35%, conferma il ruolo della metallurgia
commerciale e della fornitura industriale. È una realtà coerente con l’identità
produttiva del territorio: dove esistono manifattura, meccanica, impiantistica
e costruzioni, cresce anche la domanda di materiali, semilavorati e acciai
speciali.
MEDITA S.R.L.,
con 54 milioni e l’1,34%, compare tra i principali operatori pur non avendo un
dato 2015 confrontabile. Questo la rende significativa come nuova presenza o
come impresa non rilevata nel precedente perimetro. Il suo peso nel 2024
contribuisce al rinnovamento della struttura imprenditoriale locale.
CENTRO
AUTOVEICOLI S.R.L., con 52,7 milioni e l’1,31%, rafforza ulteriormente il
blocco automotive-commerciale. La presenza contemporanea di Amicar, Euromotor e
Centro Autoveicoli mostra che Modugno è anche un polo di vendita e distribuzione
automobilistica, non solo di produzione e logistica.
MOLKO S.R.L.,
con 50,8 milioni e l’1,26%, è uno dei casi di crescita più marcata rispetto al
2015. L’aumento dei ricavi e soprattutto degli addetti segnala un’espansione
reale, non soltanto contabile. La società contribuisce in modo rilevante sia al
rafforzamento economico sia alla crescita occupazionale.
EUROMOTOR
AUTOMOBILI S.R.L., con 44 milioni e l’1,09%, completa il quadro delle imprese
legate al mercato automobilistico. La sua crescita rispetto al 2015 conferma la
vitalità del comparto e la capacità del territorio di attrarre domanda
commerciale su scala più ampia rispetto al solo mercato comunale.
MASMEC S.P.A.,
con 40,2 milioni e l’1%, è forse una delle imprese più importanti dal punto di
vista qualitativo. Pur avendo una quota di fatturato inferiore ai grandi
operatori, rappresenta manifattura tecnologica, automazione, competenze
ingegneristiche e innovazione. La sua crescita nel decennio rafforza l’immagine
di Modugno come area non solo produttiva, ma anche capace di ospitare imprese
ad alto contenuto tecnico.
Nel complesso,
queste 18 imprese compongono un vertice produttivo abbastanza equilibrato: tre
grandi gruppi industriali superano insieme circa un quarto del fatturato
totale, mentre le altre quindici imprese distribuiscono il restante peso tra
settori differenti. L’indice di concentrazione evidenzia quindi una dipendenza
dai leader, ma anche una discreta pluralità di motori economici. La struttura è
più solida di un’economia dominata da un solo stabilimento, perché accanto ai
grandi player esiste una fascia di imprese medio-grandi in crescita. Il
messaggio principale è che Modugno nel 2024 presenta un’economia fortemente
concentrata nella parte alta, ma non chiusa: il fatturato è trainato da pochi
campioni, mentre la varietà settoriale di questi campioni riduce il rischio e
rafforza la capacità del territorio di adattarsi ai cambiamenti dei mercati.
Le ricadute occupazionali. Le prime 15
aziende per numero di dipendenti concentrano una quota molto rilevante dell’occupazione
delle imprese modugnesi: insieme arrivano a circa il 50% degli addetti
complessivi. Il dato segnala una forte concentrazione occupazionale, ma con una
struttura diversa rispetto alla concentrazione del fatturato. Qui non dominano
solo le grandi imprese industriali, ma anche società di servizi, logistica,
distribuzione e cooperative, cioè comparti ad alta intensità di lavoro.
La Lucente
S.p.A. è il principale datore di lavoro, con 2.141 dipendenti e l’11,95%
dell’occupazione complessiva. Il suo peso è superiore a quello che esprime in
termini di fatturato, segno di un modello labour intensive tipico dei servizi.
Tecnologie Diesel, con 1.496 addetti e l’8,35%, resta un presidio industriale
fondamentale, anche se nel confronto storico risulta in riduzione. Magna PT e
Bridgestone, rispettivamente con 894 e 886 dipendenti, confermano il ruolo
centrale della manifattura automotive: insieme valgono quasi il 10%
dell’occupazione totale.
Molko, con 628
addetti, emerge come una delle realtà più rilevanti per impatto occupazionale,
mentre Miccolis, Master Food Distribution e Navita mostrano la forza crescente
di mobilità, distribuzione e logistica. Queste imprese indicano che Modugno non
è solo polo produttivo, ma anche piattaforma di servizi operativi e flussi
merci. Centro Studi Componenti per Veicoli e Masmec aggiungono una componente
più tecnica e qualificata, legata a competenze industriali, ingegneristiche e
di automazione.
Ariete, pur
essendo ancora tra i maggiori datori di lavoro con 284 addetti, appare ridimensionata
rispetto al passato. Officine Tecniche De Pasquale, Gruppo Turi e Soft Line
rappresentano invece la fascia intermedia delle imprese con forte radicamento
locale. Spike Rete Soggetto chiude il gruppo con 163 dipendenti, ma la sua
presenza è significativa perché mostra come anche realtà non appartenenti ai
grandi comparti industriali possano incidere sul saldo occupazionale.
Nel complesso,
questi dati mostrano che l’occupazione modugnese dipende da un mix di grandi
stabilimenti, servizi ad alta manodopera, logistica, distribuzione e
manifattura specializzata. È un equilibrio interessante: la presenza di grandi
datori di lavoro garantisce massa occupazionale, ma espone anche il territorio
al rischio di shock aziendali. Per questo la crescita di più imprese
medio-grandi è un segnale positivo, perché rende il sistema meno dipendente da
un solo settore e più capace di assorbire trasformazioni produttive.
Le dinamiche
emerse nel confronto tra il 2015 e il 2024 restituiscono l’immagine di una
Modugno profondamente trasformata, più competitiva e capace di consolidare un
ruolo centrale nell’economia dell’area metropolitana barese. La crescita dei
ricavi, superiore all’80%, e l’aumento di quasi 5 mila occupati non
rappresentano soltanto un’espansione quantitativa, ma indicano un rafforzamento
strutturale del sistema produttivo locale. Industria manifatturiera,
automotive, logistica, commercio tecnico, distribuzione e servizi avanzati
convivono oggi in un ecosistema economico più articolato rispetto a dieci anni
fa.
Il dato più
significativo è probabilmente la diffusione della crescita: accanto ai grandi
gruppi storici si afferma una rete di imprese medio-grandi che amplia la base
economica del territorio e ne riduce, almeno in parte, la dipendenza da pochi
operatori dominanti. Allo stesso tempo, persistono elementi di fragilità legati
alla forte concentrazione occupazionale, alla presenza di microimprese
vulnerabili e ai casi di ridimensionamento industriale registrati nel decennio.
Nonostante
queste criticità, il bilancio complessivo appare nettamente positivo. Modugno
si conferma uno dei poli produttivi più importanti del Mezzogiorno, capace di
attrarre investimenti, sviluppare competenze e rafforzare il proprio peso
strategico nei processi economici e logistici del Sud Italia.
Ph.D. Angelo Leogrande
Analisi realizzata con i bilanci depositati dalle aziende
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