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Modugno Capitale Industriale: L'EBITDA Rivela la Forza Nascosta del Distretto Barese

  • Oltre 330 milioni di euro di EBITDA aggregato generato da 1.096 aziende nel territorio.
  • Magna PT guida con 52 milioni: un campione mondiale che opera silenziosamente in Puglia.
  • Il decennio racconta una storia di raddoppio: da 165 milioni a quasi 372 milioni di EBITDA.


  • Questo report analizza in modo approfondito l'EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) di 1.096 aziende con sede o operatività nel Comune di Modugno, in provincia di Bari. Il dataset copre un orizzonte temporale di dieci anni, consentendo un'analisi evolutiva della redditività operativa lorda del tessuto imprenditoriale locale.

    Modugno, situato nell'area metropolitana di Bari, è uno dei più importanti poli industriali e logistici della Puglia. L'Agglomerato Industriale di Modugno ospita storicamente imprese manifatturiere, automotive, logistiche e di servizi. I dati mostrano un distretto produttivo vivace, con significative eccellenze industriali affiancate da un'ampia platea di piccole e medie imprese.

     

    Principali evidenze:

           L'EBITDA aggregato del campione nell'ultimo anno disponibile ammonta a circa 332 milioni di euro.

           5 aziende superano individualmente la soglia di 10 milioni di euro di EBITDA e insieme rappresentano oltre il 35% del totale aggregato.

           Il 18,8% delle imprese (206 su 1.096) registra un EBITDA negativo, segnale di perdite operative prima delle componenti finanziarie e di ammortamento.

           Il campione occupa complessivamente 18.065 dipendenti, con un indotto economico significativo per il territorio.

           Nell'arco del decennio, l'EBITDA aggregato è cresciuto da 165 milioni a 332 milioni, con un raddoppio in dieci anni.

     

    Quadro sintetico del campione (KPI principali):

     




     

    2. Cos'è l'EBITDA: Definizione e Significato

    2.1 La Definizione

    L'acronimo EBITDA sta per Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization, ovvero Utile prima degli Interessi, delle Imposte, degli Ammortamenti e delle Svalutazioni. Rappresenta uno degli indicatori più utilizzati nell'analisi finanziaria aziendale a livello internazionale, sia per valutazioni comparative tra imprese (benchmark), sia per analisi di merito creditizio, sia nelle operazioni di fusione e acquisizione (M&A).

    Dal punto di vista contabile, l'EBITDA si ricava dal Conto Economico aziendale sottraendo ai Ricavi delle Vendite tutti i costi operativi diretti (costo del venduto, costo del lavoro, acquisto materie prime, costi per servizi) ma al netto degli interessi passivi, delle imposte sul reddito, degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e delle svalutazioni delle immobilizzazioni immateriali.

     

    La formula semplificata dell'EBITDA:

    EBITDA = Ricavi Netti − Costi Operativi (esclusi ammortamenti, interessi e imposte)

    oppure equivalentemente:

    EBITDA = EBIT + Ammortamenti + Svalutazioni

    Nelle aziende italiane, i dati EBITDA vengono ricostruiti a partire dal bilancio d'esercizio depositato presso il Registro delle Imprese. I valori presenti in questo dataset sono espressi in migliaia di euro (k€).

     

    2.2 Perché l'EBITDA è Importante

    L'EBITDA viene spesso definito il "respiro operativo" di un'impresa. La sua utilità deriva da diverse caratteristiche peculiari che lo distinguono dagli altri indicatori di reddito:

           Neutralità rispetto alla struttura finanziaria: a differenza dell'utile netto, l'EBITDA non risente del livello di indebitamento dell'azienda. Due imprese identiche dal punto di vista operativo, ma con diverso grado di leverage finanziario, mostreranno lo stesso EBITDA ma utili netti molto diversi.

           Neutralità rispetto alla politica di ammortamento: le politiche di ammortamento variano tra paesi, settori e singole imprese. Escludendo gli ammortamenti, l'EBITDA consente confronti più omogenei.

           Proxy del flusso di cassa operativo: nelle imprese con poche variazioni del capitale circolante, l'EBITDA è una buona approssimazione del cash flow operativo (EBITDA ≈ Flusso di Cassa Operativo Lordo).

           Standard internazionale per le valutazioni: nei processi di M&A, il prezzo di un'azienda viene frequentemente espresso come multiplo dell'EBITDA (EV/EBITDA). Un multiplo di 5x-8x è comune nelle PMI italiane.

           Strumento per le banche: gli istituti di credito utilizzano indicatori come Debito Netto/EBITDA e DSCR (Debt Service Coverage Ratio) per valutare la capacità di rimborso dei prestiti.

     

    2.3 Limiti e Critiche

    Nonostante la sua diffusione, l'EBITDA non è privo di limiti. Il più importante critico di questo indicatore è stato Warren Buffett, che lo ha definito sprezzantemente "earnings before bad stuff" (utili prima delle cose brutte), sottolineando che gli ammortamenti rappresentano costi reali — la riduzione di valore di beni che l'azienda dovrà prima o poi sostituire. Tra i principali limiti:

           Non considera il fabbisogno di investimenti (CapEx): un'azienda capital-intensive può avere ottimo EBITDA ma pessimo flusso di cassa libero se deve continuamente reinvestire per mantenere la capacità produttiva.

           Ignora le variazioni del capitale circolante: aziende con EBITDA positivo possono comunque trovarsi in crisi di liquidità se i crediti verso clienti crescono più velocemente dei ricavi.

           Può essere manipolato contabilmente: la classificazione di alcuni costi tra operativi e non operativi può influenzare l'EBITDA senza alterare la sostanza economica.

           Non indica la profittabilità finale: un EBITDA elevato non garantisce utili netti positivi se l'azienda è molto indebitata o ha elevati ammortamenti.

     

    2.4 Il Margine EBITDA

    Accanto al valore assoluto, è fondamentale analizzare il margine EBITDA, definito come:

    Margine EBITDA = EBITDA / Ricavi × 100

    Il margine EBITDA misura quanta parte dei ricavi si trasforma in reddito operativo lordo. I benchmark variano sensibilmente per settore: nel manifatturiero tradizionale si considerano buoni valori tra il 10% e il 18%; nella logistica tra il 5% e il 10%; nel software e nei servizi ad alto valore aggiunto anche oltre il 25-30%. Nel campione di Modugno, la media pesata si attesta intorno all'8-10%, in linea con un distretto a prevalenza manifatturiera e logistica.


     

    3. Il Tessuto Produttivo di Modugno

    3.1 Profilo del Campione

    Il campione analizzato comprende 1.096 aziende con bilancio disponibile, operanti nel territorio di Modugno e comuni limitrofi afferenti all'area industriale di Bari. Si tratta di uno dei campioni più ampi disponibili per un singolo comune pugliese, a testimonianza della rilevanza economica di questo polo produttivo.

    Modugno ospita l'Agglomerato Industriale di Bari (ASI), uno dei più grandi del Mezzogiorno, con imprese che spaziano dalla produzione di componenti automobilistici alla logistica, dall'agroalimentare all'edilizia, dai servizi alle piccole imprese artigianali. La presenza di grandi multinazionali (Magna, Bridgestone, Tecnologie Diesel) convive con una fitta rete di PMI locali.

     

    3.2 Struttura per Dimensione

    Analizzando la distribuzione per fascia di EBITDA, emerge una struttura tipicamente piramidale:

           5 aziende leader (EBITDA > 10M€): rappresentano solo lo 0,5% del campione ma concentrano il 35,8% dell'EBITDA aggregato.

           64 aziende di media dimensione (EBITDA 1M-10M€): rappresentano il 5,8% del campione e contribuiscono al 44,2% dell'aggregato.

           235 aziende in fascia 100k-500k€: la classe media del campione, tipicamente PMI strutturate.

           533 micro-imprese (EBITDA 0-100k€): il cuore dell'imprenditoria locale, con marginalità ridotte ma fondamentali per l'occupazione territoriale.

           206 aziende in perdita operativa (EBITDA negativo): necessitano di monitoraggio, ristrutturazione o supporto finanziario.

     

    3.3 Analisi per Settore

    Pur non disponendo di codici ATECO espliciti nel dataset, un'analisi per keyword delle ragioni sociali consente di stimare la composizione settoriale:



    4. Analisi dell'EBITDA: Distribuzioni e Statistiche

    4.1 Statistiche Descrittive

    L'analisi statistica dell'EBITDA nel campione rivela una distribuzione fortemente asimmetrica (skewed), tipica dei dati reddituali aziendali. Poche imprese di grandi dimensioni trainano la media verso l'alto, mentre la mediana — ben più bassa — rappresenta meglio il "centro" reale della distribuzione.



     

    4.2 Distribuzione per Fascia

    Il grafico seguente illustra la distribuzione delle aziende per livello di EBITDA. La massa centrale si concentra nella fascia 0-500k€, con una coda lunga verso i valori positivi elevati.

     



    Figura 1 — Distribuzione percentuale delle aziende per fascia di EBITDA

     



    Figura 2 — Istogramma di distribuzione EBITDA (range -500/+3.000 k€)

    La linea rossa nell'istogramma indica il break-even (EBITDA = 0). Si nota come la distribuzione sia chiaramente spostata a destra rispetto al break-even, con la maggioranza delle aziende in territorio positivo.


     

    5. Ranking EBITDA — Top 30 Aziende di Modugno

    5.1 La Classifica

    La tabella seguente presenta le 30 aziende con il maggior EBITDA nell'ultimo anno disponibile. Il ranking è espresso in valori assoluti (migliaia di euro). Accanto all'EBITDA, vengono riportati i ricavi, il margine EBITDA e il numero di dipendenti per fornire una visione più completa della struttura aziendale.

     



    Figura 3 — Top 15 aziende per EBITDA (ultimo anno disponibile, valori in k€)

     


     

    Note: I valori di EBITDA sono espressi in migliaia di euro (k€). Il margine EBITDA è calcolato come EBITDA / Ricavi × 100. Per Selectika S.r.l. il margine non è significativo data la quasi assenza di ricavi dichiarati (possibile holding o veicolo finanziario).


     

    6. Analisi dei Leader: Le Aziende Eccellenti

    6.1 Magna PT S.p.A. — Il Campione Assoluto

    Magna PT è di gran lunga l'azienda con il maggior EBITDA del campione: 52,3 milioni di euro nell'ultimo anno disponibile, con ricavi di 611 milioni di euro e 894 dipendenti. Filiale italiana del gruppo multinazionale Magna International (Canada), opera nella produzione di componenti per trasmissioni automobilistiche. Il margine EBITDA dell'8,6% è in linea con i benchmark del settore automotive tier-1.

    La serie storica mostra una significativa volatilità, tipica del settore: il picco massimo di 77,6M€ è stato raggiunto 5 anni fa, con successiva contrazione. Questa ciclicità riflette l'andamento dell'industria automotive globale, influenzata da transizione elettrica, supply chain disruption post-Covid e oscillazioni della domanda.

     

    6.2 Tecnologie Diesel S.p.A. — Il Polo dell'Eccellenza Manifatturiera

    Con 20,8 milioni di EBITDA su ricavi di 244,6 milioni e ben 1.496 dipendenti, Tecnologie Diesel è il principale datore di lavoro del campione. Opera nella produzione di componenti per sistemi di iniezione diesel, con un profilo tipico da grande manifatturiero specializzato. Il margine EBITDA dell'8,5% evidenzia una gestione efficiente dei costi operativi in un settore competitivo.

     

    6.3 Bridgestone Italia Manufacturing S.p.A. — La Multinazionale dei Pneumatici

    La filiale italiana di Bridgestone, colosso giapponese dei pneumatici, registra 19,4 milioni di EBITDA su ricavi di 181,8 milioni. Con 886 dipendenti e un margine del 10,7%, rappresenta uno degli stabilimenti produttivi più rilevanti della Puglia. La stabilità della serie storica (tra 12,6 e 19,4 milioni negli ultimi 10 anni) testimonia la solidità industriale dell'impianto.

     

    6.4 Soft Line S.p.A. — L'Eccellenza Locale

    Soft Line è un'azienda italiana con 10,2 milioni di EBITDA su ricavi di 56,9 milioni e 210 dipendenti. Il margine del 17,9% è eccellente e significativamente superiore alla media del campione, indicando un business model ad alto valore aggiunto. La serie storica mostra una crescita costante, passando da 2,6 milioni di EBITDA 9 anni fa agli attuali 10,2 milioni (+290%).

     

    6.5 Tersan Puglia S.p.A. — Il Campione della Marginalità

    Con un margine EBITDA del 33,2% — il più alto tra le aziende significative del campione — Tersan Puglia opera nel settore dei servizi ambientali e della gestione rifiuti. L'EBITDA di 5,4 milioni su ricavi di soli 16,2 milioni testimonia un business model ad alta marginalità, tipico del settore waste management nel quale le barriere regolamentari all'ingresso creano protezione competitiva.


     

    7. Analisi della Serie Storica

    7.1 L'Evoluzione Decennale dell'EBITDA Aggregato

    L'analisi della serie storica dell'EBITDA aggregato di tutte le aziende del campione rivela un trend strutturale di crescita nell'arco del decennio, con significative discontinuità legate agli shock macroeconomici.

     



    Figura 4 — EBITDA aggregato totale del campione: serie storica decennale (milioni di EUR)

     

    Tabella — EBITDA Aggregato Annuale (migliaia di EUR):

     

    Anno-9

    Anno-8

    Anno-7

    Anno-6

    Anno-5

    Anno-4

    Anno-3

    Anno-2

    Anno-1

    Ultimo

    165.295

    185.098

    172.460

    214.025

    257.550

    262.033

    307.338

    353.975

    371.643

    331.966

    Valori in migliaia di EUR. Totale EBITDA aggregato di tutte le aziende del campione.

     

    La tabella evidenzia un percorso di crescita quasi ininterrotto: si passa dai 165 milioni di anni fa ai 372 milioni dell'anno precedente all'ultimo. La lieve contrazione nell'ultimo anno (da 372 a 332 milioni) riflette probabilmente l'impatto dell'inflazione sui costi operativi e il rallentamento della domanda in alcuni settori chiave.

     

    7.2 La Serie Storica delle Aziende Leader

    Il grafico seguente mostra l'andamento EBITDA negli ultimi 10 anni per le 5 aziende con il maggiore EBITDA attuale. Emerge chiaramente la netta leadership di Magna PT, nonché la maggiore stabilità delle aziende pneumatici e diesel rispetto alla volatilità del settore automotive in senso stretto.

     




    Figura 5 — Serie storica EBITDA (k€) per le Top 5 aziende del campione

     

    7.3 Interpretazione dei Trend

    La crescita dell'EBITDA aggregato nel decennio non è uniforme. Si possono identificare tre fasi distinte:

           Fase di crescita moderata (anni 9-7 dal presente): il campione mostra valori tra 165 e 214 milioni, con crescita lenta ma costante, coerente con la ripresa post-crisi del 2008-2012.

           Fase di accelerazione (anni 6-2 dal presente): l'EBITDA aggregato cresce da 257 a 372 milioni grazie all'espansione della domanda automotive, alla crescita del settore logistico e alla ripresa generale dell'economia italiana.

           Lieve correzione (ultimo anno): la contrazione da 372 a 332 milioni riflette le tensioni inflazionistiche post-pandemia, la crisi energetica e l'incertezza del mercato automotive nella transizione all'elettrico.


     

    8. Le Aziende a Più Alta Crescita

    8.1 Metodologia

    Per identificare le aziende con il più alto tasso di crescita dell'EBITDA, è stato calcolato il CAGR (Compound Annual Growth Rate) biennale, ovvero il tasso di crescita annuo composto nell'ultimo biennio disponibile. L'analisi è stata limitata alle aziende con EBITDA corrente superiore a 500k€ e EBITDA di partenza superiore a 100k€, per garantire la significatività statistica e la rilevanza dimensionale.

     

    8.2 Top 10 per Crescita EBITDA (CAGR Biennale)

     



     

    Nota: i valori di EBITDA sono espressi in migliaia di euro. Il CAGR è calcolato come (EBITDA Ultimo / EBITDA Anno-2)^(1/2) - 1.

     

    8.3 Commento sui Campioni della Crescita

    La classifica per crescita è dominata dal settore edilizio-immobiliare: Edilizia e Residenza S.r.L., Edilizia e Ambiente S.r.l. ed Edil Team S.r.l. mostrano tassi di crescita straordinari (oltre il 200% CAGR biennale), probabile frutto del Superbonus 110% e delle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia che hanno caratterizzato il periodo 2021-2023.

    Alfrus S.r.l., con un CAGR del 212%, è invece un caso interessante nel settore commerciale: i dati mostrano un'esplosione dell'EBITDA da 773k€ a oltre 7,5 milioni in due anni, probabilmente legata all'espansione del volume d'affari o a una riorganizzazione della struttura di costi.

    Medita S.r.l. e Aaronite Italia S.r.l. mostrano percorsi di crescita sostenibile nel settore dei servizi e della distribuzione specializzata, con tassi di crescita elevati ma più "organici" rispetto ai picchi edilizi.


     

    9. Le Aziende in Difficoltà: EBITDA Negativo

    9.1 Il Fenomeno delle Perdite Operative

    Il 18,8% del campione — 206 aziende su 1.096 — registra un EBITDA negativo. Un EBITDA negativo indica che l'azienda non riesce a coprire i propri costi operativi con i ricavi generati, indipendentemente dalla struttura finanziaria e dagli ammortamenti. Si tratta della spia più preoccupante di un'analisi di bilancio, poiché segnala un problema strutturale nel modello di business.

    È tuttavia importante distinguere tra situazioni diverse: alcune aziende con EBITDA temporaneamente negativo si trovano in fase di start-up o riorganizzazione, e potrebbero tornare in positivo nel breve termine. Altre, con perdite operative persistenti, necessitano di interventi strutturali.

     

    9.2 Le 10 Aziende con Maggiori Perdite Operative

     



     

    Nota: i valori negativi indicano perdite operative lorde (EBITDA negativo). Espressi in migliaia di euro.

     

    9.3 Il Caso Eurotraffic

    Eurotraffic S.r.l. mostra una perdita operativa straordinariamente elevata (-21,9 milioni di euro), che rappresenta un caso a sé rispetto agli altri. Questo livello di perdite operative suggerisce una situazione di crisi strutturale o in corso di ristrutturazione che merita un'analisi separata e approfondita, eventualmente in coordinamento con le procedure concorsuali in atto.

     

    9.4 Implicazioni per il Territorio

    La presenza di quasi il 20% di aziende con EBITDA negativo ha rilevanti implicazioni per il tessuto economico locale:

           Rischio occupazionale: le aziende in perdita operativa sono a rischio di riduzione del personale o chiusura, con impatti sull'occupazione locale.

           Pressione sul credito bancario: le banche che hanno erogato credito a queste imprese devono monitorarne la solvibilità, con possibile aumento delle sofferenze.

           Opportunità di M&A: alcune di queste aziende potrebbero essere oggetto di acquisizione da parte di operatori più strutturati, generando valore attraverso sinergie operative.

           Ruolo delle istituzioni: CCIAA, Confindustria e istituzioni locali potrebbero attivare programmi di supporto (consulenza gestionale, accesso al credito agevolato, formazione imprenditoriale).


     

    10. Benchmark e Confronto con i Riferimenti Nazionali

    10.1 Il Margine EBITDA Medio del Campione

    Il margine EBITDA medio pesato del campione di Modugno si attesta intorno al 9-10% calcolato sulle aziende con ricavi significativi. Questo valore è in linea con il benchmark nazionale per le imprese manifatturiere italiane di medie dimensioni (range tipico: 7-12%), ma evidenzia alcune specificità del distretto.

     



     

    10.2 Il Ruolo del Grande Industria vs PMI

    Un dato di rilievo riguarda la concentrazione dell'EBITDA: le prime 5 aziende (Magna PT, Tecnologie Diesel, Bridgestone, Selectika, Soft Line) rappresentano da sole circa il 36% dell'EBITDA aggregato dell'intero campione. Questo livello di concentrazione è tipico dei distretti industriali italiani dove grandi stabilimenti produttivi multinazionali o aziende familiari di successo coesistono con una miriade di PMI.

    Le PMI locali (EBITDA tra 500k€ e 5M€) mostrano marginalità spesso superiori alle grandi imprese, evidenziando nicchie di eccellenza nel manifatturiero specializzato, nei servizi tecnici e nella distribuzione B2B. Tersan Puglia (33,2%), Bio Sud Medical (34,6%) e Aaronite Italia (41,5%) ne sono esempi emblematici.


     

    11. Considerazioni Finali e Prospettive

    11.1 Punti di Forza del Tessuto Economico di Modugno

           Presenza di grandi player internazionali (Magna, Bridgestone) che garantiscono stabilità occupazionale e trasferimento di know-how.

           Diversificazione settoriale: la compresenza di manifatturiero, logistica, edilizia, servizi e agroalimentare riduce il rischio di shock settoriali.

           Trend crescente dell'EBITDA aggregato nel decennio, passato da 165M€ a un picco di 372M€: segnale di un distretto in salute.

           Presenza di aziende con marginalità eccellenti e modelli di business ad alto valore aggiunto in nicchie specializzate.

           Crescita significativa del settore costruzioni ed edilizia nell'ultimo biennio, trainata dagli incentivi fiscali.

     

    11.2 Elementi di Rischio e Sfide

           Dipendenza dall'automotive: la transizione all'elettrico mette sotto pressione strutturale i fornitori di componenti per motori endotermici, con rischi di riconversione industriale.

           Elevata quota di EBITDA negativo (18,8%): quasi un'azienda su cinque non copre i propri costi operativi, segnalando la fragilità della coda lunga del campione.

           Concentrazione dell'EBITDA: le prime 5 aziende generano il 36% del totale. Un eventuale spostamento o ridimensionamento di uno di questi player avrebbe impatti significativi sul distretto.

           Pressione sui costi energetici e delle materie prime: particolarmente rilevante per i settori manifatturieri e logistici, con margini sotto pressione nell'ultimo anno.

           Sfida generazionale nelle PMI: molte piccole imprese familiari non hanno ancora completato il processo di passaggio generazionale, con potenziali rischi di discontinuità.

     

    11.3 Raccomandazioni Strategiche

    Sulla base dell'analisi condotta, è possibile formulare alcune raccomandazioni per i principali stakeholder:

    Per le Aziende:

           Monitorare costantemente il margine EBITDA e confrontarlo con i benchmark settoriali, intervenendo tempestivamente in caso di deterioramento.

           Le aziende automotive dovrebbero avviare piani di diversificazione produttiva verso componenti compatibili con i veicoli elettrici.

           Le PMI con EBITDA elevato e stabile dovrebbero valutare percorsi di crescita dimensionale (M&A, aggregazioni) per aumentare la competitività.

    Per gli Istituti Finanziari:

           Utilizzare l'analisi dell'EBITDA storico e del suo trend come principale KPI per le decisioni di affidamento, in affiancamento agli indicatori patrimoniali tradizionali.

           Sviluppare prodotti finanziari dedicati alle aziende in crescita che necessitano di capitale per accelerare il proprio sviluppo.

    Per le Istituzioni Locali:

           Supportare il distretto industriale con infrastrutture (logistica, banda larga, formazione) che aumentino la produttività aggregata.

           Attivare programmi di accompagnamento per le aziende con EBITDA negativo, distinguendo tra crisi temporanee e strutturali.

           Promuovere la creazione di reti di impresa e filiere produttive integrate per aumentare la competitività dell'intero distretto.

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