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Asset in Action: la redditività industriale dell’economia di Modugno

  • Il ROA misura l’efficienza con cui le imprese trasformano capitale investito in risultati economici concreti.
  • Modugno emerge come polo produttivo strategico, sostenuto da infrastrutture, logistica e concentrazione industriale qualificata.
  • La redditivita media mostra resilienza, ma evidenzia differenze significative tra imprese grandi e piccole.


La presente analisi rilegge il dataset delle impese di Modugno non come semplice elenco di imprese della provincia di Bari, ma come base informativa dell’economia di Modugno, con particolare riferimento alla continuità produttiva e logistica dell’agglomerato industriale Bari-Modugno. Questa impostazione è coerente con l’indicazione fornita e con la natura dell’area ASI, nella quale l’attività manifatturiera, la meccanica, l’automotive, la logistica e i servizi alle imprese rappresentano una piattaforma economica integrata.

Il campione comprende 1.096 imprese. I ricavi complessivi dell’ultimo anno disponibile ammontano a circa 3996,9 milioni di euro, mentre gli addetti rilevati sono 18.065. Per 870 imprese, pari al 79,4%, la chiusura di bilancio più recente è il 31/12/2024. Il campione, quindi, è largamente aggiornato all’esercizio 2024, pur includendo imprese con annualità disponibili meno recenti.

Il ROA mediano dell’ultimo anno disponibile è pari al 4,53%, mentre la media semplice è pari al 4,11%. La mediana è più utile della media perché il dataset contiene valori estremi negativi e positivi.

Il ROA medio ponderato per ricavi è pari al 6,23%: le imprese di maggiore dimensione mostrano, nel complesso, una redditività più stabile rispetto alla media semplice del campione.

Le imprese con ROA negativo sono 236, pari al 21,6% del totale con ROA disponibile; ciò segnala una quota non trascurabile di aziende in tensione reddituale.

La struttura è molto concentrata: le prime 10 imprese per ricavi generano il 40,9% del fatturato complessivo del campione, mentre le prime 50 arrivano al 68,7%.

Il dato centrale è dunque duplice: da un lato l’economia di Modugno appare sostenuta da un nucleo di imprese medio-grandi, industriali e di servizio, capaci di generare elevati volumi; dall’altro lato esiste una base molto ampia di micro e piccole imprese, numericamente prevalente, che contribuisce alla densità del sistema produttivo ma presenta redditività più eterogenea.


 

1. Contesto territoriale: Modugno come piattaforma industriale

L’interpretazione dei dati cambia in modo significativo se si assume che le imprese siano espressione dell’economia di Modugno e dell’agglomerato Bari-Modugno. Il ROA non misura soltanto la redditività di singole aziende: diventa un indicatore sintetico della capacità del territorio di trasformare capitale investito, impianti, magazzini, mezzi e infrastrutture in risultato operativo.

La pagina ufficiale del Consorzio ASI Bari descrive l’agglomerato Bari-Modugno come un’area industriale formatasi storicamente a partire dai primi insediamenti produttivi e progressivamente estesa verso Modugno; evidenzia inoltre la continuità fisica tra area industriale e quartieri limitrofi, la presenza di una rete viaria di collegamento con A14, SS16 bis, SS96 e altre direttrici, la vicinanza a interporto e aeroporto, un’estensione superiore a 1.600 ettari, la presenza di circa un migliaio di imprese e una vocazione verso automotive, meccanica di precisione e grandi operatori industriali. Questo profilo territoriale aiuta a spiegare perché, nel dataset, convivano grandi stabilimenti, società logistiche, servizi avanzati, imprese commerciali e una moltitudine di operatori minori.

2. Metodo di lettura dei dati

Il file Excel contiene per ciascuna impresa la ragione sociale, la provincia, la data di chiusura del bilancio, i ricavi delle vendite espressi in migliaia di euro, il numero di dipendenti e il ROA dell’ultimo anno disponibile più i nove anni precedenti. I valori indicati come “n.d.” sono stati trattati come mancanti e non sono stati inclusi nel calcolo delle medie, delle mediane e delle distribuzioni.

Il ROA, cioè redditività del totale attivo, misura il rendimento generato dall’insieme delle attività aziendali. In un’economia industriale come quella di Modugno è un indicatore particolarmente utile perché molte imprese operano con investimenti rilevanti in immobilizzazioni, capannoni, impianti, macchinari, logistica e capitale circolante. Un ROA positivo e stabile indica che tali asset producono reddito; un ROA negativo o molto volatile può invece segnalare inefficienze, saturazione insufficiente degli impianti, compressione dei margini o fasi di ristrutturazione.



3. Andamento del ROA nel tempo

La serie storica mostra un sistema che, pur mantenendo una mediana positiva in tutti i periodi disponibili, presenta oscillazioni significative. La mediana passa dal 3,30% nell’anno meno recente al 4,53% nell’ultimo anno disponibile. Il valore mediano dell’ultimo esercizio è inferiore al picco osservato nell’anno -3, ma resta superiore ai livelli iniziali della serie. In termini interpretativi, ciò suggerisce una redditività territoriale non eccezionale ma complessivamente resiliente, sostenuta da imprese che continuano a produrre ritorni positivi sul capitale investito.


La distanza tra media e mediana deve essere letta con attenzione. In alcuni anni la media risulta superiore alla mediana perché una quota di imprese registra ROA molto elevati; nell’ultimo anno, invece, la media scende sotto la mediana, anche per effetto di osservazioni negative molto intense. Per un territorio industriale ciò è tipico: la redditività è condizionata sia dalle performance dei grandi player sia dalla fragilità di imprese più piccole, spesso esposte a costi energetici, dinamiche dei prezzi di acquisto, ritardi di incasso e sottoutilizzo degli asset.


4. Distribuzione della redditività: equilibrio tra imprese solide e aree critiche

La distribuzione per fasce evidenzia che il sistema produttivo di Modugno non è omogeneo. Una parte rilevante delle imprese genera ritorni soddisfacenti, ma una quota altrettanto importante lavora con marginalità debole o negativa. Il 47,99% delle imprese con ROA disponibile si colloca sopra il 5%, comprendendo sia imprese con redditività ordinaria sia aziende con ROA superiore al 20%. Al contrario, il 21,57% presenta ROA negativo e un ulteriore 12,25% resta tra 0% e 2%, cioè in una fascia di redditività molto bassa.


Per una economia locale, questa polarizzazione ha implicazioni rilevanti. Le imprese con ROA medio-alto sono quelle che possono più facilmente finanziare investimenti, assunzioni, digitalizzazione, efficientamento energetico e crescita dimensionale. Le imprese con ROA negativo, invece, rappresentano la parte più vulnerabile del tessuto produttivo: possono assorbire liquidità, rinviare investimenti e dipendere maggiormente da credito bancario o da politiche di ristrutturazione. La presenza di entrambe le componenti indica un sistema vivo ma selettivo, dove la localizzazione nell’area industriale non garantisce automaticamente redditività: contano settore, scala, efficienza gestionale, potere contrattuale e capacità di utilizzare pienamente gli asset.


6. Concentrazione dei ricavi e ruolo delle imprese trainanti

La concentrazione dei ricavi è uno degli elementi più importanti per leggere l’economia di Modugno. Le prime 10 imprese per fatturato generano il 40,9% dei ricavi complessivi; le prime 50 arrivano al 68,7% e le prime 100 al 79,2%. Ciò significa che la performance aggregata del territorio è fortemente influenzata da pochi grandi operatori, spesso inseriti in filiere industriali più ampie, nazionali o internazionali.




Conclusioni

Considerati come economia di Modugno, i dati restituiscono l’immagine di un sistema produttivo articolato: una piattaforma industriale e logistica densa, con grandi imprese trainanti e una base ampia di operatori minori. Il ROA mediano positivo conferma che la maggioranza del capitale investito genera rendimento; tuttavia la quota di imprese con ROA negativo o molto basso segnala la presenza di fragilità. La politica economica locale e le strategie consortili dovrebbero quindi muoversi su due direttrici complementari: rafforzare le imprese già capaci di investire e, al tempo stesso, accompagnare quelle più deboli verso efficienza energetica, innovazione, accesso ai mercati e migliore utilizzo degli asset.

L’agglomerato Bari-Modugno dispone di vantaggi localizzativi rilevanti: infrastrutture, prossimità a interporto, aeroporto, porto e assi stradali, presenza di imprese industriali note e disponibilità residua di suoli e opifici da valorizzare. Il punto decisivo, alla luce dei dati, è trasformare tali vantaggi in produttività diffusa. Un territorio con molti asset industriali non deve limitarsi a misurare il fatturato: deve verificare se gli asset producono rendimento. Da questo punto di vista, il ROA offre una chiave di lettura efficace per monitorare la qualità della crescita di Modugno nei prossimi esercizi.

Angelo Leogrande è economista, professore a contratto all'Università LUM e giornalista pubblicista; si occupa di finanza d'impresa, innovazione ed economia regionale.

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